Matrice RACI nel marketing: cos’è, come si compila, esempi

La matrice RACI nel marketing è una tabella che, per ogni attività di una campagna o di un flusso di lavoro, dice chi la esegue, chi la approva, chi va consultato e chi va solo informato. Serve soprattutto quando sullo stesso progetto lavorano più reparti, un’agenzia o dei freelance: è il modo più semplice per evitare il copy fermo tre giorni in attesa di un ok che nessuno sapeva di dover dare. Qui trovi la spiegazione delle quattro lettere, il metodo per compilarla, due esempi pronti da adattare e gli errori che vediamo più spesso nei team marketing italiani.
In breve
- RACI sta per Responsible, Accountable, Consulted, Informed: chi fa, chi approva e risponde del risultato, chi dà un parere, chi viene aggiornato.
- La regola d’oro: per ogni attività un solo Accountable. Le R possono essere più di una, la A no.
- Si compila mettendo le attività in righe (in ordine cronologico) e i ruoli in colonne, poi assegnando una lettera a ogni incrocio utile.
- Nel marketing rende davvero quando la campagna attraversa più funzioni: brand, vendite, legale, prodotto, fornitori esterni.
- Non è un piano di progetto: non mostra scadenze né avanzamento, va affiancata a brief, calendario e strumenti di gestione del lavoro.
Indice
- Cosa significa RACI e cos’è la matrice
- A cosa serve la RACI in un team marketing
- Come compilare una matrice RACI di marketing in 6 passaggi
- Esempio 1: matrice RACI per il lancio di una campagna
- Esempio 2: RACI per il flusso dei contenuti
- Gli errori più comuni
- Cosa la matrice RACI non fa
- La RACI con freelance, agenzie e consulenti esterni
- Il nostro punto di vista
- Quando ti serve un team già organizzato
- Domande frequenti
- Fonti
Cosa significa RACI e cos’è la matrice
RACI è un acronimo inglese. In italiano le quattro lettere si rendono di solito così: Responsible (responsabile), Accountable (responsabile dell’approvazione), Consulted (persona consultata) e Informed (persona informata). La matrice è una tabella che incrocia queste lettere con le attività del progetto e con le persone o i ruoli coinvolti, rendendo visibile chi fa che cosa su attività, milestone e deliverable.
Appartiene alla famiglia delle responsibility assignment matrix (RAM), le matrici che assegnano funzioni e responsabilità agli stakeholder e ai membri del team. Per questo in italiano la trovi anche come “matrice delle responsabilità” o “tabella RACI”: sono la stessa cosa.
| Lettera | Ruolo | Cosa fa in pratica nel marketing | Quante per attività |
|---|---|---|---|
| R | Responsible | Scrive il copy, crea la grafica, imposta la campagna, monta il report | Una o più |
| A | Accountable | Dà l’ok finale e risponde del risultato: la decisione si ferma qui | Una sola |
| C | Consulted | Dà un parere prima che il lavoro sia chiuso: legale, vendite, prodotto | Solo chi serve davvero |
| I | Informed | Viene aggiornato a cose fatte: customer care, direzione, rete vendita | Solo chi deve agire di conseguenza |
La differenza tra R e A è quella che crea più confusione. Il Responsible lavora sull’attività; l’Accountable risponde del risultato e approva. Possono coincidere nella stessa persona su attività piccole, ma su un lancio è meglio tenerle separate. E la A deve essere una sola figura per ogni attività: due approvatori significano, nei fatti, nessun approvatore.
Anche la differenza tra C e I conta. Chi è Consulted entra prima, e il suo parere può cambiare il lavoro: è una comunicazione a due vie. Chi è Informed riceve la notizia dopo, e il suo compito è adeguarsi, per esempio il customer care che deve sapere quando parte una promozione.
A cosa serve la RACI in un team marketing
Il marketing è uno dei reparti più interfunzionali di un’azienda. Una campagna tocca brand, prodotto, vendite, spesso l’ufficio legale, quasi sempre un fornitore esterno. Ogni passaggio di mano è un punto in cui il lavoro può fermarsi.
La matrice RACI serve a togliere ambiguità proprio lì. Usata bene, riduce ritardi, confusione e colli di bottiglia e aiuta a decidere più in fretta nei progetti con molti stakeholder. Rende anche più semplice la comunicazione all’interno del team, perché ognuno sa a chi chiedere e chi aggiornare.
Nel marketing B2B, dove i cicli sono lunghi e le decisioni coinvolgono più persone, uno studio di Forrester indica il modello RACI come un modo per ottenere consenso su ruoli e aspettative e restare allineati durante l’esecuzione del piano.
Nella pratica, i problemi che la RACI risolve sono quasi sempre questi:
- Troppe opinioni, nessuna decisione. Cinque persone commentano la creatività, nessuno la approva.
- Reparti chiamati tardi. Il legale vede la promo il giorno prima del lancio e la blocca.
- Lavoro doppio. Due persone scrivono la stessa newsletter perché nessuno ha assegnato la R.
- Esterni lasciati al buio. Il freelance consegna, ma non sa chi deve dare il feedback.
Come compilare una matrice RACI di marketing in 6 passaggi
Non serve un software: un foglio di calcolo condiviso basta. Conta il metodo.
- Parti dagli obiettivi e dai deliverable. Prima di assegnare lettere, definisci cosa deve uscire dal progetto: una landing page, tre email, una campagna paid, un evento. La RACI chiarisce chi fa cosa, ma non sostituisce la definizione dell’ambito, delle attività e delle fasi. Se il perimetro è confuso, lo sarà anche la tabella. Un brief creativo ben scritto è il punto di partenza giusto.
- Scomponi in attività ed elencale in ordine cronologico nelle righe. Usa verbi concreti: “scrivere il copy della landing”, non “landing”. Una riga deve corrispondere a un lavoro che qualcuno può dire di aver finito.
- Metti i ruoli nelle colonne, non i nomi. “Content lead”, “designer”, “sales manager” reggono meglio di “Giulia” e “Paolo”: se qualcuno cambia, la tabella resta valida. Aggiungi colonne anche per agenzia, freelance e reparti esterni al marketing.
- Assegna le lettere a ogni incrocio utile. Comincia dalla A, poi la R, poi C e I. Lascia vuote le celle che non servono: una cella vuota è un’informazione, non una dimenticanza.
- Controlla le righe e le colonne. Ogni riga ha almeno una R e una sola A? Una colonna piena di R segnala una persona sovraccarica; una colonna piena di A segnala un collo di bottiglia. Una colonna senza lettere fa sorgere la domanda: questo ruolo serve al progetto?
- Condividi, fai validare e aggiorna. Presenta la matrice al kickoff, raccogli le obiezioni e modificala quando cambiano attività, persone o fornitori. Una RACI vecchia di tre mesi fa più danni di nessuna RACI.
Per le campagne in cui lavorano insieme team interni e consulenti, vale la pena fissare per iscritto anche le regole di revisione: quante bozze, entro quanto tempo arriva il feedback, chi lo consolida. Nelle strategie di account based marketing, dove marketing e vendite lavorano sugli stessi account, questa chiarezza su chi seleziona gli account e chi approva i messaggi personalizzati è decisiva.
Esempio 1: matrice RACI per il lancio di una campagna
Prendiamo una PMI che lancia un nuovo servizio con landing page, sequenza email, campagna social a pagamento e un webinar. Il team è misto: un marketing manager interno, un content lead, un designer freelance, uno specialist paid esterno, il sales manager e l’ufficio legale.
| Attività | Marketing manager | Content lead | Designer freelance | Paid specialist | Sales manager | Legale | Direzione |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Definire target e posizionamento | A | R | I | C | C | I | |
| Scrivere il brief creativo | A | R | C | C | |||
| Scrivere il copy della landing | A | R | C | C | C | ||
| Progettare la landing page | A | C | R | ||||
| Sequenza email | A | R | C | C | C | ||
| Creatività e copy degli annunci | A | R | R | C | C | ||
| Impostare e ottimizzare la campagna paid | A | I | I | R | I | ||
| Organizzare il webinar | A | R | C | R | I | ||
| Report dei risultati | A | C | R | I | I |
Tre cose da notare. Il marketing manager è A quasi ovunque: in un team piccolo è normale, ma vuol dire che il suo tempo per approvare va messo in calendario. Il legale è C solo dove ci sono testi pubblici o promozioni, non su tutto. Il designer freelance è R sulla sua parte e C dove il suo occhio migliora il lavoro degli altri: è il modo più semplice per integrare un esterno senza coinvolgerlo in ogni riunione.
Esempio 2: RACI per il flusso dei contenuti
La RACI funziona anche sui processi ricorrenti, non solo sui progetti. Ecco un flusso editoriale per il blog e i social, dove i ritardi nascono quasi sempre in fase di revisione.
| Attività | Content lead | Copywriter | Esperto di settore interno | Designer | Social media manager |
|---|---|---|---|---|---|
| Piano editoriale mensile | A | C | C | I | C |
| Scrittura dell’articolo | A | R | C | ||
| Revisione tecnica | A | I | R | ||
| Immagini e grafiche | A | I | R | C | |
| Pubblicazione e distribuzione social | A | I | I | I | R |
Qui la colonna “esperto di settore” fa la differenza: è R solo sulla revisione tecnica e C sul piano, così non diventa un approvatore occulto che riscrive il testo a valle. Se vuoi strutturare l’intero processo, trovi le fasi nella guida al workflow dei contenuti, e per la composizione del gruppo quella sul team di content creation.
Gli errori più comuni
Una matrice RACI sbagliata non è solo un foglio compilato male: spesso rivela un problema organizzativo. Questi sono i segnali da cercare.
- Più di una A sulla stessa riga. È il caso classico di brand manager e sales manager che devono entrambi approvare l’annuncio. Scegli chi decide; l’altro diventa C.
- Righe senza R. L’attività esiste sulla carta, ma nessuno la farà. Succede spesso con il report finale e con l’ottimizzazione post-lancio.
- Tutti Consulted. Ogni C in più è un giro di revisione in più. Chiediti: se questa persona non desse il suo parere, il lavoro peggiorerebbe? Se la risposta è no, è una I.
- Nomi al posto dei ruoli. Funziona finché il team non cambia, poi nessuno aggiorna la tabella.
- Attività troppo generiche. “Campagna social” non si può assegnare; “creatività”, “impostazione” e “ottimizzazione” sì.
- Matrice creata e dimenticata. Se la RACI vive in una cartella che nessuno apre, non sta governando niente.
Cosa la matrice RACI non fa
Va detto con chiarezza: la RACI è uno strumento di chiarezza sui ruoli, non di gestione completa del progetto. La tabella non mostra lo stato di avanzamento, può diventare pesante da gestire e invecchia in fretta se non viene aggiornata.
Non dice nemmeno quando una cosa va fatta né con quali tempi di risposta. Per questo, nei team che funzionano, la RACI si accompagna ad altri strumenti:
- una board di lavoro per vedere l’avanzamento, come spieghiamo nella guida al Kanban nel marketing;
- accordi sui tempi di servizio tra marketing, vendite e fornitori, il tema del nostro articolo sugli SLA nel marketing;
- un calendario condiviso con le date di consegna e le finestre di approvazione.
La RACI può anche essere eccessiva. Per una singola newsletter fatta da due persone, una tabella con sei colonne è burocrazia. Il punto di equilibrio è semplice: usala quando un’attività coinvolge almeno tre ruoli o almeno un soggetto esterno.
La RACI con freelance, agenzie e consulenti esterni
È qui che la matrice rende di più. Quando una parte del lavoro esce dall’azienda, le domande “chi mi dà il feedback?” e “chi firma l’ok?” diventano costose: ogni giorno perso è un giorno di attesa, e spesso un costo.
Tre accorgimenti pratici:
- Dai a ogni esterno un solo referente interno come A per le sue consegne. Il freelance deve ricevere un feedback consolidato, non cinque messaggi contraddittori.
- Inserisci la RACI nel kickoff, insieme al brief. Bastano dieci minuti per leggerla insieme e chiedere: “manca qualcuno?”.
- Valuta se l’esterno può essere A su parti tecniche. Uno specialist paid esperto può rispondere dell’ottimizzazione delle campagne, con il marketing manager informato sui risultati.
Se stai valutando di affidare fuori una parte del lavoro, la guida al marketing in outsourcing spiega quando conviene, mentre quella sul project management con i freelance entra nella gestione quotidiana.
Il nostro punto di vista
In HOOOP formiamo ogni giorno team di freelance che lavorano dentro le aziende, su marketing, design, branding, contenuti e sviluppo digitale. La lezione che abbiamo imparato è che la maggior parte dei progetti non si inceppa per mancanza di competenze, ma per mancanza di chiarezza su chi decide.

Per questo la RACI, per noi, non è un documento da allegare: è una conversazione da fare all’inizio. Quando componiamo un team su misura, la prima domanda non è “chi fa il copy?”, ma “chi approva il copy, e in quanto tempo?”. Se l’azienda non sa rispondere, il problema va risolto prima di scrivere una riga.
Abbiamo anche visto che la RACI funziona meglio quando il team è coeso. Una tabella perfetta non aiuta se il designer e il copywriter non si parlano. È il motivo per cui selezioniamo i talenti anche per il fit con il modo di lavorare dell’azienda, oltre che per le competenze tecniche: le lettere nella tabella diventano automatiche quando le persone si fidano l’una dell’altra. E una gestione centralizzata riduce il numero di A che l’azienda deve presidiare, lasciando al team interno il tempo per la strategia.
— Marco
Quando ti serve un team già organizzato
Se compilando la matrice ti accorgi che molte colonne sono vuote, perché mancano il designer, lo specialist o qualcuno che coordini, il problema non è la tabella: è la squadra. Con HOOOP le aziende accedono a talenti selezionati con Talent as a service, HOOOP Studio e Fractional Management, con team formati su misura e una gestione operativa centralizzata.

Vuoi capire da dove partire? Con il nostro assessment per le aziende analizziamo insieme le competenze che ti mancano e il modello più adatto, che sia un singolo professionista, un team as a service o un fractional CMO che faccia da Accountable sulla strategia.
Domande frequenti
Cosa significa RACI in italiano?
RACI sta per Responsible, Accountable, Consulted e Informed. In italiano si traduce come responsabile dell’esecuzione, responsabile dell’approvazione, persona consultata e persona informata. Spesso si lasciano le sigle in inglese anche nei team italiani, perché sono più brevi e ormai riconosciute.
Che differenza c’è tra Responsible e Accountable?
Il Responsible esegue materialmente l’attività, e possono essere più persone. L’Accountable approva il risultato e ne risponde, e deve essere uno solo per attività. Su compiti piccoli possono coincidere, ma su una campagna è meglio separarli.
Si può avere più di una A nella stessa riga?
No, ed è l’errore più diffuso. Due approvatori finiscono per rimandarsi la decisione o per dare indicazioni opposte. Se due persone devono dire la loro, una è A e l’altra è C.
Quando conviene usare una matrice RACI nel marketing?
Quando un’attività coinvolge almeno tre ruoli, più reparti o un fornitore esterno: lanci, rebranding, campagne integrate, redesign del sito. Per attività ricorrenti fatte da una o due persone, di solito basta un accordo verbale chiaro.
Con quale strumento si crea una tabella RACI?
Un foglio di calcolo condiviso è sufficiente per la maggior parte dei team. Molti software di gestione progetti offrono modelli già pronti, ma conta di più tenere la matrice aggiornata e visibile a tutti che lo strumento scelto.
Fonti
- Asana: Matrice RACI, cos’è, come crearla ed esempi pratici
- Adobe Business: Cos’è un grafico RACI
- Appvizer: Matrice RACI e assegnazione delle responsabilità
- QRP International: Matrice RACI, cos’è e perché è importante
- Atlassian: Grafico RACI, che cos’è e come si usa
- Forrester: Responsibility Assignment (RACI) Matrix Tool for B2B Marketing Planning

